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Il mio cane è una micro influencer (e io il suo follower)

micro influencer

Sally cammina per la strada sicura

senza pensare a niente

ormai guarda la gente con aria indifferente

Vasco Rossi: “Sally”

Il mio cane è una micro influencer. Non ci credi? Leggi questa storia che ti farà comprendere quanto sia importante “arruolare” un piccolo esercito di micro influencer come Sally e perchè sono così importanti per Il successo della tua attività locale. Con pazienza, costanza e… qualche biscottino!

micro influencer a costo zero

Il mio cane mi guida nella scelta

Sono in affannosa ricerca di una penna, non la trovo, eppure era qua in cucina sotto a queste carte…nulla da fare, non c’è. Mi tocca scendere in paese a comprarne una. Poco male, ci sono 3 negozi uno di fianco all’altro: uno di tabacchi, una cartoleria e l’immancabile India market. Tutti vendono penne.

Metto il collare alla mia cagnolina e parto. Arrivati davanti ai negozi mi fermo un attimo: quale dei tre è più fornito e magari ha prezzi migliori? Incrocio lo sguardo del mio cane alla ricerca di un consiglio e lei parte come un razzo e mi trascina dentro alla cartoleria. Come avrà fatto a decidere? Non è un’esperta di penne!

Entrati, il mistero si svela. Sally scodinzola allegramente, si fa notare e la proprietaria a quel punto le dice: “aspetta che vado a prenderti il biscottino”. Solo in quel momento, mi viene in mente che in questo negozio ci siamo stati molte settimane prima. Sally evidentemente non se ne era dimenticata.

Divertito (ma anche un po’ turbato) esco dalla cartoleria e mi faccio tirare dal mio quadrupede per gli altri negozi del “giro della spesa”: il panettiere di fiducia (secondo biscottino), il fruttivendolo (terzo biscottino). E di corsa a casa!

Proprio in quel momento comprendo che la mia cagnolina non è una mia semplice micro influencer ma una vera e propria brand ambassador a quattro zampe….

Micro e macro influencer

Quando parliamo di influencer, non parliamo solo di cani. Pensiamo in genere a personaggi famosi come Chiara Ferragni e molti altri. Molti sostengono che la differenza tra macro e micro influencer sia basata sul numero di follower. Ma noi, che siamo gli specialisti della Local Marketing Integration, non siamo d’accordo!

Macro e micro influencer per il local marketing sono due mondi e modi diversi di intendere l’influencer, due concetti quasi opposti.

  1. Il macro influencer è l’influencer come lo immaginiamo ogni giorno: un individuo che “vende” sé stesso sul mercato perchè sa di essere in grado di orientare le scelte di acquisto di un certo numero di follower. Quindi è una specie di “furgone pubblicitario” che si muove sui social e sul web con abilità proponendo, volta per volta, qualcosa di nuovo da acquistare o mode da seguire. Lo fa per passione? NO. O meglio, la fa con la stessa passione con la quale un’agenzia pubblicitaria vende i propri spazi promozionali nelle fermate della metropolitana. I suoi interventi sono generalmente privi di valore sostanziale.
  2. Il micro influencer, al contrario, è un grande esperto in “qualcosa” ma spesso non sa nemmeno di essere diventato un influencer. E’ una persona che, per passione, è riuscito ad attirare l’attenzione dei membri della sua community su argomenti di nicchia. Spesso nella vita si occupa di altro e forse non di quello che avrebbe voluto fare veramente. Tipicamente, la community dei micro influencer è più “local” rispetto a quella dei macro influencer, perchè la promozione web e social su scala nazionale ha costi elevati (e anche perchè il micro influencer non è più di tanto interessato ad avere fama al di fuori del suo gruppo).

Fatta questa distinzione, sappi che il micro influencer è un’importante risorsa per il successo della tua azienda locale, perchè può facilmente diventare un tuo brand ambassador a costo zero (o quasi).

Tra l’altro, vogliamo scommettere che, senza rendertene conto, hai già fatto uso di micro influencer e brand ambassador, magari non legati al marketing digitale?

Per farti venire alla memoria qualche caso della tua vita, ti racconto una storia “vera” che ho appena inventato per farti capire meglio come i termini complicati spesso nascondano strategie davvero alla portata di tutti.

Come trasformare un micro influencer in brand ambassador per la tua attività locale: il caso del Centro Estetico “Beauty Lounge

Giulia gestisce da anni il suo centro di estetica e cura della persona nel centro di Bellinzona. E’ una professionista molto esperta, ha una clientela affezionata che la segue da anni e che apprezza ogni novità proposta.

Lo studio di Giulia è inserito correttamente sulla scheda di Google Maps e ha un sito web professionale ma che richiede l’intervento del tecnico per ogni modifica e per questo Giulia non riesce più a seguirlo con costanza. E’ abbastanza attiva su Facebook con una pagina aziendale e Instagram che usa in maniera costante, ma i social network non le stanno portando il successo sperato, anzi… i pochi nuovi clienti provengono quasi tutti dal classico “passaparola”.

Sulla pagina Facebook nota che i suoi follower attivi sono sempre gli stessi: signore di mezza età “iperattive” che la impegnano in lunghi scambi di commenti, mentre la stragrande maggioranza degli altri clienti non interagisce affatto.

Tra l’altro, Giulia vorrebbe avere più tempo per lavorare e meno tempo da perdere per la gestione degli appuntamenti, delle telefonate e l’ordinaria amministrazione. Sta pensando da tempo di assumere una collaboratrice per alcune ore al giorno che possa gestire tutto quel lavoro gravoso e improduttivo che le ruba molto tempo.

Giulia ha 3 candidate che hanno lasciato il loro curriculum. Due di loro hanno già piccole esperienze nel settore benessere e cura della persona, la terza non ha esperienza specifica, ma è una grande appassionata di parapendio e questa sua passione ha incuriosito Giulia sin dal primo momento.

Ripensando agli sforzi compiuti invano per riuscire a tirare fuori dai social network quello che vorrebbe, si mette a ricercare i profili Facebook delle tre candidate e scopre qualcosa di sorprendente: Jane, la ragazza appassionata di parapendio, gestisce un gruppo Facebook estremamente vivace e ampio, ricco di fotografie, programmazione eventi e quanto altro. “E’ proprio brava” pensa Giulia.

In questo momento esatto nasce “l’idea”: affidare a Jane la pagina Facebook aziendale e liberarsi della cura di quel gruppo di clienti che le fanno perdere così tanto tempo in conversazioni pressoché inutili.

Chiama Jane, gliene parla e Jane è molto entusiasta di questo. Si scopre che Jane ha seguito alcuni brevi corsi gratuiti di influencer marketing che l’hanno aiutata a creare quel gruppo diventato così popolare su Facebook. Jane è riuscita a “ingaggiare” la maggior parte dei membri del gruppo e in questo è stata bravissima. E’ diventata, senza volerlo, un riferimento per tutti loro, una micro influencer fatta e finita.

Jane incomincia a lavorare con Giulia e sfoga tutta la sua creatività. Fa un passo in più rispetto a quanto richiesto da Giulia. Analizza con cura i profili di quelle clienti particolarmente attive, quelle che immancabilmente commentano ogni nuovo post, costringendo Giulia a estenuanti “maratone social”.

Scopre così che almeno 3 di loro hanno profili molto seguiti e che destano interesse rilevante: una è casalinga, ex educatrice d’infanzia, che scrive periodicamente su un importante blog locale dedicato a come proteggere i bambini dai pericoli di internet. La seconda è fisioterapista, estremamente attiva su Facebook con i suoi pazienti, ai quali fornisce consigli e rimedi. La terza è impiegata presso una testata giornalistica locale, posta sul proprio profilo facebook articoli che riceve di prima mano dalla redazione con brevi commenti.

Tutte e 3 sono accomunate da 2 cose:

  1. sono molto attive su Facebook con il proprio profilo personale e professionale, si occupano di tematiche di nicchia con passione.
  2. sono molto “affezionate” a Giulia e potrebbero esserle di grande aiuto per acquisire nuovi clienti, diventando brand ambassador del “Beauty Lounge“.

Per fare questo, beh…. è ovvio… dobbiamo ricordarci della cartolaia e di Sally. Bisogna far capire loro che sono importanti per noi e proporre riconoscimenti sotto forma, ad esempio, di servizi gratuiti presso il centro estetico.

Osiamo ancora di più: potrebbero essere le prime a sperimentare i nuovi servizi di Giulia gratuitamente e pubblicizzarli nella loro community. Semplice ed economico, vero?

Influencer marketing e Local Marketing Integration

Anche in questo caso, come vedi, ci siamo preoccupati di avviare strategie di marketing digitale semplici, alla portata di tutti. Le abbiamo integrate al sistema di vendita già presente in azienda, senza sconvolgere quei metodi che il piccolo imprenditore ha perfezionato negli anni.

Local Marketing Integration, infatti, significa procedere sempre un passo dopo l’altro lungo un sentiero inesplorato, indossando le nostre fedeli scarpe che ci hanno accompagnato per secoli. Non andremmo mai a testare una nuova attrezzatura per esplorare nuovi e impegnativi percorsi di montagna, vero?

Devi anche sapere che, applicando queste tecniche, ti stai avvicinando al mondo del Growth Hacking, una filosofia di marketing e di vita che ti permette di ottenere il massimo con il minimo sforzo economico.

E ora al lavoro!

Per concludere: se sei arrivato fino in fondo a questo mio articolo beh…allora spero di averti convinto che i tuoi clienti più fidelizzati (anche quelli che ti “stressano” un po’) possono essere una fonte inesauribile di passaparola “gratuito” e che bisogna stabilire con loro una relazione win-win (tutti ci guadagnano e nessuno ci perde).

Impara a far sentire importanti i tuoi migliori clienti, stabilisci con loro un rapporto esclusivo perchè da loro dipende la crescita della tua azienda locale. La loro fedeltà non solo va premiata, ma devono sentirsi parte del tuo successo.

Fatichi ad orientarti nel mondo dei brand ambassador (magari ci hai provato ma senza successo)? Non aver paura, siamo qui per aiutarti e lo facciamo con passione.

Contattaci per una consulenza gratuita e un regalo! Ti invitiamo anche a visitare la pagina dedicata ai nostri servizi base per le aziende locali, le tre strategie fondamentali della Local Marketing Integration.


Chi è il micro influencer?

recensione Google

Un micro influencer è una persona conosciuta e rispettata sui social network all’interno della sua community e che non ha come fine immediato quello di monetizzare la propria popolarità. In genere, un micro influencer tratta con competenza e passione temi di nicchia. I micro influencer possono facilmente diventare brand ambassador per le attività locali in cambio del riconoscimento del proprio ruolo, senza necessità di investimenti di denaro da parte dell’imprenditore ma con un semplice programma di benefit e reward


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